Come usare Mendeley per la tesi: la guida pratica passo passo
Come usare Mendeley te lo spiegano di solito in due modi: il tutorial ufficiale in inglese, o il collega che ti dice "è facile, lo capisci da solo". Questa guida prende la terza strada: ti portiamo dall'account gratuito alla bibliografia della tesi che si aggiorna da sola, un clic alla volta, con i problemi tipici già risolti.
Mendeley è uno dei due gestori di bibliografia più usati nelle università italiane insieme a Zotero (a cui abbiamo dedicato la guida gemella). È gratuito, è di Elsevier — lo stesso editore di gran parte delle riviste scientifiche — e ha un lettore PDF integrato che in area medica e scientifica lo rende spesso la scelta di casa.
Cosa fa Mendeley, in pratica
Tre cose:
- Raccoglie le fonti della tesi in una libreria unica: articoli, libri, PDF, con i dati bibliografici compilati in automatico.
- Ti fa leggere e annotare i PDF direttamente dentro il programma: evidenzi, commenti, ritrovi tutto.
- Inserisce le citazioni in Word nel formato richiesto dal tuo corso (APA, Vancouver, Chicago…) e genera la bibliografia finale da solo.
Il vantaggio vero sta nell'ultima riga: la bibliografia smette di essere un lavoro e diventa un sottoprodotto della scrittura.
Passo 1: crea l'account e installa Mendeley Reference Manager
- Vai su mendeley.com e clicca "Create account": serve un account Elsevier gratuito (email e password, niente carta).
- Scarica Mendeley Reference Manager per Windows o Mac dalla pagina di download e installalo come un programma qualsiasi.
- Aprilo e accedi con l'account appena creato. La libreria è vuota: colonna delle collezioni a sinistra, elenco fonti al centro.
La libreria si sincronizza da sola con il cloud: ritrovi le stesse fonti sul portatile, sul PC di casa e nella versione web da qualsiasi browser.
Passo 2: salva le fonti con il Web Importer
Il Mendeley Web Importer è l'estensione del browser (Chrome, Edge, Firefox) che trovi sulla pagina download di Mendeley. Una volta installata:
- Trova un articolo che ti serve — su Google Scholar, PubMed, Scopus o sul sito di una rivista.
- Clicca l'icona di Mendeley in alto nel browser.
- Il pannello ti mostra la fonte riconosciuta (spesso col PDF allegato, se hai accesso): spunta e salva. La trovi nella libreria alla sincronizzazione successiva.
Dove cercare le fonti giuste per il tuo ambito — banche dati, operatori, trucchi di ricerca — lo trovi nella guida alla ricerca bibliografica per la tesi.
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Passo 3: installa Mendeley Cite in Word
Le citazioni in Word passano da Mendeley Cite, un componente aggiuntivo che si installa dentro Word (e qui la procedura è diversa da Zotero):
- Apri Word.
- Scheda Inserisci → Recupera componenti aggiuntivi (o "Get Add-ins").
- Cerca "Mendeley Cite" nello store, clicca Aggiungi e accetta.
- Il pulsante Mendeley Cite compare nella scheda Riferimenti: cliccalo e accedi con il tuo account Elsevier. Si apre un pannello sulla destra con la tua libreria.
Due requisiti da sapere: serve Word 2016 o successivo (oppure Microsoft 365), e serve la connessione a internet, perché il pannello legge la libreria dal cloud. In compenso non è necessario tenere aperto Reference Manager mentre scrivi.
Passo 4: inserisci la prima citazione
- Porta il cursore nel punto del testo dove vuoi citare.
- Nel pannello di Mendeley Cite, spunta la fonte (o le fonti: puoi citarne più di una insieme).
- Clicca Insert citation. La citazione compare nel testo già formattata.
Lo stile si sceglie nella scheda Citation Style del pannello: APA, Vancouver, Chicago e centinaia di altri. Quale usare non lo decide Mendeley: è scritto nelle norme del tuo corso, e in caso di dubbio lo decide il relatore. Serve la pagina precisa o un "cfr."? Clicca sulla citazione appena inserita e modificala dal pannello.
Passo 5: genera la bibliografia automatica
- Cursore alla fine del documento.
- Pannello Mendeley Cite → menu con i tre puntini → Insert Bibliography.
L'elenco completo delle fonti citate compare formattato e ordinato secondo lo stile scelto, e da lì si aggiorna da solo ogni volta che aggiungi o togli una citazione. Cambi stile a tesi finita perché il relatore preferisce Vancouver? Citation Style → selezioni il nuovo → tutto il documento si riformatta in pochi secondi.
Per capire cosa c'è dietro quei formati — quando si usa il sistema autore-data, come si cita un sito, cosa va in sitografia — c'è la nostra guida alla bibliografia della tesi.
Il punto debole: Google Docs
Detto senza giri: Mendeley non ha un'integrazione ufficiale con Google Docs. Mendeley Cite esiste solo per Word (compresa la versione per iPad). Se la tua tesi vive su Google Docs hai due strade: copiare le citazioni a mano dalla libreria (rinunciando all'aggiornamento automatico), oppure passare a Zotero, che con Google Docs funziona nativamente — nella guida a Zotero trovi la procedura.
Torna di continuo: studente che imposta tutta la libreria su Mendeley e scopre a metà tesi che il documento condiviso col relatore è su Google Docs. Controlla prima dove scriverai: è il criterio di scelta più concreto tra i due programmi.
Gli intoppi più frequenti (e le soluzioni)
- Mendeley Cite non compare in Word. Riapri Inserisci → Recupera componenti aggiuntivi → I miei componenti e aggiungilo da lì. Se lo store è bloccato (capita sui PC aziendali), serve sbloccare gli add-in di Office nelle impostazioni.
- La fonte salvata ha dati incompleti. Succede con pagine web e PDF vecchi: apri la fonte in Reference Manager e correggi i campi a mano una volta sola — la correzione si riflette su citazioni e bibliografia.
- Il pannello non vede la libreria aggiornata. Verifica che Reference Manager abbia sincronizzato (icona di sync in alto) e ricarica il pannello di Cite.
Mendeley o Zotero?
Per una tesi vanno bene entrambi, e la guida che stai leggendo ha una gemella proprio per Zotero. In sintesi: Mendeley vince se leggi e annoti molti PDF e se il tuo ambito gira sull'ecosistema Elsevier; Zotero vince se scrivi su Google Docs o vuoi uno strumento open source. Se il tuo gruppo di ricerca ne usa già uno, chiudi il dibattito e usa quello.
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