Tesi

Norme di redazione della tesi: i link ufficiali delle università italiane

Team SheetHub · 9 min di lettura

Raccolta di documenti ufficiali con le norme di redazione della tesi delle università italiane

Le norme di redazione della tesi sono la prima cosa che cerchi quando apri il file Word e ti accorgi che non sai nemmeno che margini impostare. E qui inizia il problema: Google ti restituisce dieci blog che dicono dieci cose diverse, il PDF che ti ha girato un collega di corso è del 2019, e il relatore dà per scontato che tu sappia già tutto.

La verità è più semplice e più scomoda insieme: le norme redazionali le pubblica il tuo ateneo — spesso il tuo singolo corso di laurea — e quello è l'unico documento che conta. In questa pagina abbiamo raccolto i link ufficiali di 42 università italiane, controllati uno a uno, più le regole che tornano quasi ovunque e il metodo per trovare il documento giusto se il tuo ateneo non è in lista.

Perché non esiste "la" norma di redazione della tesi

In Italia non c'è uno standard nazionale per l'impaginazione della tesi. Ogni università pubblica le sue indicazioni, e nella maggior parte dei casi nemmeno a livello di ateneo: le norme le scrive la scuola, il dipartimento o direttamente il corso di laurea. A Bologna, per esempio, ogni corso ha la propria sezione "Redazione della tesi e voto finale" con regole sue. Alla Sapienza esiste una pagina di ateneo, ma poi Lettere ha un documento suo, Filosofia un altro ancora.

Questo significa due cose molto pratiche:

Un classico: lo studente che impagina tutta la tesi seguendo una guida trovata online e, a due settimane dalla consegna, scopre che il suo corso vuole margini diversi, battute contate e la dichiarazione di originalità dopo il frontespizio. Rimpaginare tutto a quel punto costa una giornata che non hai.

Le regole che tornano quasi ovunque

Prima dei link, una bussola. Leggendo i documenti ufficiali di più di dieci atenei, alcune costanti emergono. Se il tuo corso non pubblica nulla di specifico, partire da qui è ragionevole:

ElementoValore più comune nei documenti ufficiali
FontTimes New Roman 12 (o equivalente con grazie)
Interlinea1,5
Note a piè di paginaStesso font, corpo 10
MarginiSinistro 3–3,5 cm (per la rilegatura), gli altri 2–2,5 cm
TestoGiustificato, pagine numerate
Lunghezza triennaleIndicativamente 60.000–125.000 battute, spazi inclusi
Lunghezza magistraleIndicativamente 125.000–250.000 battute, spazi inclusi
Formato di consegnaPDF (spesso PDF/A) caricato online

Le battute sono l'esempio più citato: i valori qui sopra sono quelli della Sapienza, e atenei diversi danno intervalli diversi (c'è chi ragiona in pagine, chi in cartelle da 2.000–2.800 battute). Il principio resta: la lunghezza si misura in battute o cartelle, non in "pagine Word" a occhio. Come tradurre queste regole in un file impaginato — margini, stili, indice automatico — lo spieghiamo nella guida all'impaginazione della tesi.

💡 Hai il documento delle norme aperto da un'ora e ancora non sai da dove cominciare?

Succede: margini, stili, battute, citazioni — nessuno te l'ha mai insegnato, e il documento del corso dà tutto per scontato. Guardiamo insieme le norme del tuo corso e impostiamo il file una volta per tutte, così scrivi senza pensarci più.

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I link ufficiali, ateneo per ateneo

Ogni link porta al documento ufficiale di norme redazionali del corso indicato: font, margini, citazioni, struttura, stile. Abbiamo tenuto solo questi ed escluso le pagine di sola procedura (domanda di laurea, scadenze, deposito telematico, criteri di voto). Tutti i link puntano a domini ufficiali delle università e li abbiamo verificati a luglio 2026: se uno non risponde, l'ateneo ha probabilmente spostato la pagina — nella sezione successiva trovi il metodo per ritrovarla in un minuto.

Atenei del Nord

Università di Bologna

Politecnico di Milano

Politecnico di Torino

Università Statale di Milano

Università di Milano-Bicocca

IULM – Milano

Università Cattolica del Sacro Cuore

Università di Torino

Università di Padova

Università Ca' Foscari di Venezia

Università di Verona

Università di Trento

Università di Udine

Università di Trieste

Università di Pavia

Università di Genova

Università di Brescia

Università di Parma

Università di Modena e Reggio Emilia

Università di Ferrara

Atenei del Centro

Sapienza Università di Roma

Università Roma Tre

LUISS Guido Carli

Università di Firenze

Università di Pisa

Università di Siena

Università Politecnica delle Marche

Università di Urbino

Università di Perugia

Atenei del Sud e Isole

Università di Chieti-Pescara

Università di Napoli Federico II

Università di Salerno

Università del Sannio

Università di Bari

Università del Salento

Università della Calabria

Università di Palermo

Università di Catania

Università di Messina

Università di Cagliari

Università di Sassari

Università dell'Aquila

Il tuo ateneo non è in lista? Trova il documento giusto in tre passi

  1. Cerca su Google norme redazione tesi + il nome del tuo corso + il nome dell'ateneo. Ancora meglio, aggiungi l'operatore site: seguito dal dominio dell'università (es. site:unibo.it): così escludi blog e siti commerciali e restano solo le pagine ufficiali.
  2. Vai sul sito del tuo corso di laurea e cerca le sezioni "Laurearsi", "Prova finale" o "Tesi di laurea". Il documento è quasi sempre lì, spesso come PDF allegato.
  3. Chiedi conferma al relatore. Molti docenti hanno un proprio documento di norme che integra (o sostituisce) quello del corso. Meglio scoprirlo al primo colloquio che all'ultima revisione.

Diffida di due fonti in particolare: i PDF che girano tra studenti da anni (le norme cambiano, quelle copie no) e le risposte generate dall'AI, che sulle norme di redazione tende a inventare valori plausibili ma sbagliati. Il documento ufficiale, con la data sopra, batte tutto.

Norme lette. E adesso?

Sapere che il margine sinistro è 3,5 cm è un conto; applicarlo a un file di 90 pagine con stili, indice automatico e numerazione che parte dal posto giusto è un altro. Nella nostra guida all'impaginazione della tesi trovi la parte di formattazione, su Word e Google Docs, spiegata passo passo. Per citazioni e riferimenti — che le norme di redazione toccano sempre ma spiegano quasi mai — c'è la guida alla bibliografia della tesi.

Se invece il problema non sono le norme ma tutto il resto — il capitolo che non parte, i dati da analizzare, il tempo che non c'è — un tutor metodologico che ti affianca può cambiarti le settimane che mancano alla consegna.

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