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Come impaginare la tesi su Word e Google Docs (senza perdere la testa)

Team SheetHub · 6 min di lettura

Schermata di una tesi in fase di impaginazione con margini e stili impostati su Word

Hai scritto duecento pagine, la ricerca è finita, il relatore è quasi contento. E poi arriva lei: l'impaginazione. Margini che ballano, l'indice che non si aggiorna, i numeri di pagina che partono dal frontespizio. È lo scoglio finale, quello che nessuno ti ha mai spiegato davvero, perché scrivere la tesi e impaginarla sono due mestieri diversi.

La buona notizia è che l'impaginazione non è questione di gusto, è questione di regole. E se imposti bene il documento all'inizio, il grosso del lavoro lo fa il software al posto tuo. Qui vediamo come, sia su Microsoft Word sia su Google Docs, passo per passo.

1. Imposta la pagina e i margini

Prima ancora dei caratteri, prepara il foglio. Il formato è sempre lo stesso: A4 verticale (21 × 29,7 cm). I margini di una tesi non sono liberi, servono a lasciare spazio per la rilegatura:

Se la tesi supera le 40 pagine e la stampi fronte-retro, imposta i margini speculari: il lato largo si sposta a destra nelle pagine pari, così la rilegatura resta sempre verso l'interno. Questi sono i valori più comuni, ma i numeri esatti li fissa il tuo corso: controlla le norme di redazione del tuo ateneo.

Su Word: scheda LayoutMarginiMargini personalizzati. Per il fronte-retro, nel menu Più pagine scegli Margini simmetrici.

Su Google Docs: menu FileImpostazione pagina, e imposti i quattro valori.

2. Il trucco che ti salva la tesi: gli Stili

Questa è la parte che quasi nessuno fa, ed è quella che segna la differenza tra tre giorni di lavoro e tre minuti. Non formattare il testo a mano, selezionando titolo per titolo. Imposta una volta sola gli Stili del programma — "Titolo 1", "Titolo 2", "Testo normale" — e poi li applichi mentre scrivi. Così il documento resta coerente dalla prima all'ultima pagina e, soprattutto, il software capisce da solo qual è un capitolo e qual è un paragrafo. Ti servirà tra un attimo, per l'indice.

Prima scegli un font leggibile e formale — Times New Roman, Garamond, Palatino Linotype, Arial o Calibri — e tienilo per tutta la tesi, note comprese. Poi imposta gli stili così:

Su Word: scheda Home, nel gruppo Stili fai clic destro su uno stile → Modifica, e imposti le regole qui sopra. Da lì in poi applichi lo stile con un clic.

Su Google Docs: scrivi una riga di prova e formattala come vuoi (dimensione; giustificato da Formato → Allinea e applica rientro; interlinea da Formato → Interlinea e spaziatura paragrafo). Poi apri il menu a tendina degli stili (dove c'è scritto "Testo normale"), vai sullo stile giusto e clicca Aggiorna 'Testo normale' in base alla selezione. Ripeti per Titolo 1, 2 e 3.

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3. L'indice che si aggiorna da solo

Ecco perché gli Stili valgono oro: l'indice non lo scrivi a mano. Niente numeri di pagina battuti riga per riga (che poi slittano tutti al primo capitolo aggiunto). Il programma legge i tuoi "Titolo 1" e "Titolo 2" e costruisce il sommario da solo.

Su Word: metti il cursore in una pagina vuota dopo il frontespizio, scheda RiferimentiSommarioSommario automatico. Quando aggiungi capitoli o le pagine si spostano, clicca Aggiorna sommario.

Su Google Docs: InserisciSommario, scegli il layout con i numeri di pagina a destra. Per aggiornarlo, clicca l'icona circolare che compare sopra l'indice.

4. La numerazione delle pagine (dove tutti si bloccano)

Il punto dolente: il frontespizio (e spesso anche l'indice e la dedica) NON si numerano. La numerazione visibile parte dall'introduzione o dal primo capitolo. Quando ho impaginato la mia tesi ci ho perso un pomeriggio intero, finché non ho capito che il segreto sono le interruzioni di sezione.

Su Word:

  1. Vai in fondo alla pagina dell'indice: LayoutInterruzioniPagina successiva (è un'interruzione di sezione, non solo di pagina).
  2. Fai doppio clic sul piè di pagina della pagina dopo e deseleziona "Collega a precedente": così stacchi la nuova sezione da quelle iniziali.
  3. InserisciNumero di pagina, in basso al centro o a destra. Partirà solo da lì, lasciando pulite le prime pagine.

Su Google Docs: InserisciNumeri di pagina e scegli in basso. Spunta "Prima pagina diversa" per togliere il numero dal frontespizio. Un trucco che ti risparmia grattacapi: inserisci i numeri di pagina prima di aggiungere le note a piè di pagina, così Google gestisce bene gli spazi in fondo al foglio senza sballare i margini.

5. Esporta sempre in PDF (o rischi il disastro in copisteria)

Ultimo passaggio, e forse il più importante per non buttare via tutto il lavoro: in copisteria porta un PDF, mai il file modificabile. Se consegni un .docx o, peggio, converti un Google Docs in Word, l'impaginazione può saltare — font che cambiano, righe che slittano, indice che si scompone — perché il file si "riadatta" al computer della copisteria.

Il PDF, invece, congela tutto: quello che vedi sul tuo schermo è esattamente quello che uscirà dalla stampante.

Su Word: FileSalva con nome (o Esporta) → formato PDF.

Su Google Docs: FileScaricaDocumento PDF (.pdf).

E le citazioni e la bibliografia?

Sono un capitolo a parte, troppo importante per liquidarlo in due righe qui. Come inserire i riferimenti nel testo lo trovi nella guida su come inserire le citazioni, mentre stili, bibliografia finale e gli automatismi per non impazzire li abbiamo raccolti nella guida a come costruire la bibliografia della tesi. Impaginazione ordinata più citazioni fatte bene: è così che una tesi diventa a prova di relatore.

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