Tesi

Come inserire le citazioni nella tesi: regole, esempi e strumenti

Team SheetHub · 8 min di lettura

Pagina di tesi con citazione evidenziata e rimando alla bibliografia

Come inserire le citazioni nella tesi è il dubbio che arriva puntuale alla prima pagina scritta: hai davanti la frase perfetta di un autore e non sai se copiarla tra virgolette, riscriverla a parole tue, metterla in nota o tutte e tre le cose insieme. E siccome ogni corso ha le sue regole, il panico da "starò facendo giusto?" accompagna tutta la stesura.

Mettiamo ordine: in questa guida vediamo i due tipi di citazione (con esempi), i due sistemi per inserirle nel testo, le regole pratiche dello stile più diffuso e gli strumenti che formattano tutto in automatico.

Citazione diretta e indiretta: la differenza che conta

Le citazioni sono di due tipi, e li userai entrambi.

Citazione diretta: riporti le parole esatte dell'autore, tra virgolette, con il riferimento preciso (pagina inclusa).

Come osserva Eco (1977, p. 22), «fare una tesi significa imparare a mettere ordine nelle proprie idee».

Citazione indiretta (o parafrasi): riporti il concetto con parole tue, e citi comunque la fonte.

Scrivere una tesi è, prima ancora che un esercizio di scrittura, un esercizio di organizzazione del pensiero (Eco, 1977).

Quando usare l'una o l'altra? La diretta serve quando le parole esatte hanno peso: una definizione, una presa di posizione netta, una formula celebre. La parafrasi è la scelta giusta in tutti gli altri casi — che sono la grande maggioranza. Una tesi fatta di virgolettati in fila dà l'impressione di un collage; una tesi di parafrasi ben citate dà l'impressione di qualcuno che ha capito quello che ha letto.

Attenzione al punto che genera più equivoci: anche la parafrasi va citata. Riscrivere con parole tue senza indicare la fonte non è "rielaborazione", è plagio a tutti gli effetti — ne parliamo nella guida al controllo antiplagio.

Nel testo o in nota? I due sistemi

Ogni stile citazionale appartiene a una di due famiglie. Quale usare lo dicono le norme del tuo corso; qui ti serve capire come funzionano.

Sistema autore-data (es. APA): il riferimento sta nel testo, tra parentesi, e rimanda alla bibliografia finale.

La motivazione degli studenti cala nei percorsi troppo lunghi (Bianchi & Ferrari, 2019).

Sistema a note (es. Chicago A): nel testo c'è solo un numero in apice, il riferimento completo sta nella nota a piè di pagina.

La motivazione degli studenti cala nei percorsi troppo lunghi¹.
¹ L. Bianchi, G. Ferrari, Percorsi universitari e motivazione, Il Mulino, Bologna, 2019, p. 45.

Come regola generale, l'autore-data domina in psicologia, economia e scienze sociali; le note dominano in giurisprudenza e nelle discipline umanistiche. Se le norme del tuo corso non si esprimono, chiedi al relatore prima di scrivere il capitolo 1 — cambiare sistema a metà tesi si può fare, ma solo se hai usato un gestore di bibliografia (ci arriviamo).

Le regole pratiche dello stile APA

Lo stile più richiesto nelle tesi italiane merita un approfondimento veloce. Tre situazioni coprono il 90% dei casi:

L'autore è già nominato nella frase? La parentesi si accorcia:

Secondo Rossi (2021), il questionario andrebbe testato su un piccolo gruppo pilota.

Ogni fonte citata nel testo deve avere la voce corrispondente in bibliografia, e viceversa. Come si costruiscono quelle voci — libro, articolo, sito, con tutti gli esempi — lo trovi nella guida alla bibliografia della tesi, che di questa è il naturale capitolo due.

💡 Ogni volta che citi ti chiedi "ma si fa così?" e nessuno ti risponde?

Il correlatore è irraggiungibile, i colleghi ne sanno quanto te, e tu sei ferma sulla stessa parentesi da venti minuti. Facciamo prima insieme: ci mandi due pagine della tesi, guardiamo le citazioni una per una e ti diciamo cosa sistemare e perché.

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I due strumenti che formattano le citazioni da soli

Tutto quello che hai letto finora — parentesi, virgole, "et al.", pagine, voci in bibliografia — può essere gestito in automatico da un software gratuito. I due che consigliamo (e che trovi in quasi tutte le università italiane) sono:

Il flusso è identico in entrambi: salvi le fonti mentre le trovi, clicchi "inserisci citazione" mentre scrivi, e la bibliografia si costruisce da sola nel formato giusto. Se il relatore a tesi finita chiede di passare da APA alle note, cambi stile da un menu e il documento si riformatta in blocco.

Spesso succede che uno studente scopra questi strumenti all'ultimo capitolo, dopo aver formattato a mano decine di citazioni. Funzionano anche allora — ma installarli alla prima pagina costa dieci minuti e ne risparmia molte ore.

Gli errori che il relatore segna a margine

Da qui in poi

Le citazioni sono una delle tre gambe della scrittura accademica; le altre due sono la bibliografia finale e l'originalità del testo, che puoi verificare prima della consegna con un controllo antiplagio. Se invece è l'intera stesura che non cammina — capitoli fermi, scaletta confusa, relatore che vuole "più struttura" — un tutor metodologico ti affianca dal disegno della ricerca fino alla forma finale.

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